Cosa vedere al Foro Romano: quattordici tappe che danno senso alle rovine
In breve: percorri la Via Sacra dall’Arco di Tito fino alla Curia, la sede del Senato, fermandoti alla Basilica di Massenzio, al Tempio di Antonino e Faustina, alle Vestali, al Tempio di Cesare, alla Basilica Giulia, ai Rostri e all’Arco di Settimio Severo. È un’ora e mezza a passo tranquillo. Il Foro è la rovina più difficile da leggere perché quasi nulla è rimasto intero: questa pagina è un modo per attraversarlo.
Prima, la vista dall’alto
Se puoi, guarda il Foro dall’alto prima di percorrerlo. Le terrazze accanto al Campidoglio e il bordo del Palatino mostrano tutta la valle insieme: la linea della Via Sacra, le colonne a gruppi, la Curia in fondo. Vista la pianta, le pietre in basso smettono di sembrare a caso.
Il Foro alto, dall’Arco di Tito
- L’Arco di Tito — il modello di tutti gli archi trionfali successivi. Nel fornice, il rilievo mostra i soldati che portano il candelabro a sette bracci preso dal Tempio di Gerusalemme nel 70.
- La Basilica di Massenzio — ne resta una sola navata e impressiona lo stesso: volte in calcestruzzo che coprono lo spazio senza una colonna al centro, un’idea che gli architetti del Rinascimento studiarono a fondo.
- Il Tempio di Romolo — un edificio circolare in laterizio che conserva le porte di bronzo originali del IV secolo.
- Il Tempio di Antonino e Faustina — un imperatore lo fece costruire per la moglie morta, poi divenne chiesa. Guarda i solchi profondi in alto sulle colonne, segni dei tentativi medievali di abbatterle con le funi.
Il cuore del Foro
- La Casa delle Vestali — il cortile dove vivevano le sei sacerdotesse che custodivano il fuoco sacro, con statue di Vestali maggiori ancora sui piedistalli.
- Il Tempio di Vesta — il tempio rotondo dove il fuoco non doveva mai spegnersi.
- Il Tempio di Cesare — sorge dove nel 44 a.C. fu bruciato il corpo di Giulio Cesare. Ancora oggi si lasciano fiori nella nicchia.
- Il Tempio dei Dioscuri — tre alte colonne, la silhouette più nota del Foro.
- Santa Maria Antiqua — una chiesa sepolta da un terremoto nel IX secolo, che ne ha salvato gli affreschi altomedievali. Spesso aperta a orari.
Il Foro basso, verso il Campidoglio
- La Basilica Giulia — tribunali, oggi un grande pavimento. Cerca sui gradini le tavole da gioco incise nel marmo da spettatori annoiati.
- La Colonna di Foca — l’ultimo monumento eretto nel Foro, nel 608, con una colonna presa da un edificio più antico.
- I Rostri — la tribuna degli oratori, chiamata così per i rostri di bronzo delle navi catturate che la decoravano.
- Il Tempio di Saturno — otto colonne su un alto podio; i sotterranei custodivano l’erario dello Stato.
- L’Arco di Settimio Severo — leggi la quarta riga dell’iscrizione: il nome di Geta fu scalpellato dopo che il fratello Caracalla lo fece uccidere.
- La Curia — la sede del Senato, l’unico edificio arrivato con il tetto perché trasformato in chiesa. Le porte di bronzo sono copie; le originali sono a San Giovanni in Laterano.
Facile da non notare
Sotto una tettoia vicino alla Curia c’è il Lapis Niger, un tratto di pietra nera sopra un santuario arcaico con una delle più antiche iscrizioni latine conosciute. Nella Basilica Emilia, le macchie verdi sul pavimento sarebbero, secondo la tradizione, monete di bronzo fuse nel marmo durante l’incendio dei Goti nel 410. Nessuno dei due ha un cartello degno di questo nome.
Informazioni pratiche
Foro e Palatino sono nello stesso biglietto del Colosseo, con un solo ingresso all’area. L’ombra quasi non c’è, quindi d’estate vai presto. Il basolato della Via Sacra è antico e irregolare: servono scarpe adatte.
Aggiornato 2026-10-27